“Attuare la Costituzione”

Intervento di Giorgio Cremaschi al Convegno di Napoli del 14/05/2017

Europe-NoPer attuare la nostra Costituzione, come giustamente propone questa assemblea, bisogna rompere con euro UE e NATO che la stanno affossando.

Per quelle contraddizioni che ogni tanto colpiscono anche i palazzi del potere, per nostra fortuna, la BCE ha sbugiardato tutte le statistiche ufficiali ed i loro escamotage contabili per ridurre la disoccupazione, lo ha fatto partendo dall’andamento negativo dei salari, non in grado di garantire una vera ripresa. Read more

Né banchieri né razzisti. Eurostop contro il ricatto del meno peggio in Francia

Comunicato di Eurostop in appoggio alla scelta di Mélenchon di rifutare il suo appoggio a entrambi i candidati al ballottaggio per le presidenziali francesi

8461666lpw-8464232-article-jpg_4262535Eurostop sostiene la posizione della sinistra popolare francese che rifiuta di accettare la tagliola del meno peggio nel prossimo ballottaggio tra Macron e Le Pen.

Riteniamo infatti che i due candidati presidenziali siano entrambi il problema e non la soluzione. Per chi intende riaffermare dei seri processi di uguaglianza e progresso sociale in Europa, non c’è alcuna differenza tra la destra liberista incarnata dal banchiere Macron e la destra reazionaria rappresentata dalla Le Pen. Ritenere che uno dei due possa rappresentare il “meno peggio” è una dolorosa illusione, la stessa che ha logorato e infine liquidato la sinistra in Italia negli anni del berlusconismo.

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Perché non possiamo non dirci populisti

di Carlo Formenti

populismo-populistiSul Nuovo Quotidiano di Lecce di domenica 23 aprile è uscita una doppia pagina dedicata al dibattito sul populismo che ospita due lunghe interviste: la prima a Marco Revelli, a partire dal suo ultimo saggio (“Populismo 2.0”, Einaudi), la seconda al sottoscritto, a partire da “La variante populista” (DeriveApprodi). Nelle risposte che diamo a Laura Presicce, che cura  entrambe le interviste, ci sono diversi punti di convergenza. Read more

UNA BUONA NOTIZIA PER TUTTE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI ITALIANI

I DIPENDENTI ALITALIA BOCCIANO L’ACCORDO CAPESTRO DI GOVERNO E CGIL CISL UIL.

ORA NAZIONALIZZARE E BASTA CON LE SVENDITE

di Giorgio Cremaschi

18118462_1670203849955893_5991778672982035085_nGrazie alle lavoratrici ed ai lavoratori Alitalia che hanno trovato il coraggio di dire NO all’ennesimo accordo che autorizzava licenziamenti, taglio dei salari, peggioramento delle condizioni di lavoro. Un accordo capestro che massacrava i lavoratori e dava nuovi regali agli sceicchi di Etihad e alle banche. Un accordo indegno dove i lavoratori e lo stato finanziavano i privati che benignamente accettavano di continuare a spolpare l’azienda. Una intesa in linea con tutti gli accordi di resa firmati ovunque da Cgil Cisl Uil in questi anni, sempre giustificati con la falsa retorica dell’assenza di alternative. Ora questi lavoratori hanno detto NO e lo hanno fatto anche a nome delle tante e dei tanti che sinora non sono riusciti a farlo. Merito loro, ma anche di USB e degli altri sindacati di base che hanno rifiutato il ricatto.

Ora il governo vile ed inetto ed i sindacati complici hanno due vie davanti. La prima è di vendicarsi lasciando morire l’azienda. L’altra è quella di percorrere la sola via per salvare azienda e futuro: nazionalizzare senza indennizzi l’Alitalia e farla ripartire grazie alle capacità e all’impegno dei lavoratori. I lavoratori Ilva, quelli di Piombino, di Almaviva e tanti altri sottoposti al ricatto del bere o affogare ora guardano a quelli di Alitalia e al loro no. Che è una buona notizia per tutte e tutti coloro che vogliono interrompere la marcia forzata imposta al lavoro verso la schiavitù.
Ai lavoratori Alitalia dobbiamo dare ora il massimo sostegno e la più estesa solidarietà; e prima di tutto dire grazie per la lezione di dignità che hanno dato al paese in questo 25 aprile.

25 Aprile

di Sergio Cararo

bandiere palestinesi al corteo del 25 aprilePuò apparire paradossale che per le manifestazioni del 25 aprile si parli, a sproposito, di tutto tranne che del senso di una giornata che segna la Liberazione dal nazifascismo. A cacciare via i nazifascisti dal nord del paese furono i partigiani che un anno prima non obbedirono agli ordini del generale britannico Alexander (che aveva chiesto di sospendere le azioni militari) e le truppe alleate che avevano risalito la penisola. Read more

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