Monthly Archives: giugno 2016

BOLOGNA – PASSATA LA FESTA, GABBATO LO SANTO: IL MEROLA BIS SI ANNUNCIA CON 123 LICENZIAMENTI A BOLOGNAFIERE

Comunicato di ROSS@ Bologna

13516654_291557187855619_8016709372334221230_n-486x324Sono 123 le lavoratrici e i lavoratori di BolognaFiere che hanno ricevuto l’annuncio della procedura di licenziamento mentre Merola presentava la sua giunta nuova di zecca, 123 lavoratori e famiglie che vengono scaraventate nel dramma della mobilità e della povertà: praticamente l’intero personale che opera durante gli eventi fieristici. Read more

Indagine sulle periferie: quello che “Limes” non dice

di Mauro Luongo*

maxresdefaultLa prestigiosa rivista di geopolitica “Limes” ha dedicato il suo ultimo volume al tema delle periferie urbane. Un’ indagine ad ampio spettro, come nei canoni della pubblicazione, che spazia dall’analisi della condizione e trasformazione dei contesti urbani, metropolitani e oltre, sulla scia dei fenomeni  connessi al progressivo inurbamento della popolazione mondiale; alla rinnovata centralità assunta dalle “periferie mondiali” nelle relazioni economiche e sociali e  nelle modalità di governo del territorio urbano, costitutivi  degli equilibri geopolitici. Read more

NEL VERTICE UE DI COSA SI SONO OCCUPATI I LEADER DELL’EUROPA, DI SCUOLA, LAVORO, IMMIGRAZIONE? NO DI BANCHE. CONSIGLIO AGLI EUROPEISTI ISTRUITI: VOTATE FITCH

di Giorgio Cremaschi*

13509003_1554864638156482_5215734687905834455_nDopo i tanti pianti a reti e giornali unificati sui giovani Erasmus, si sarebbe potuto credere che i tre grandi, si fa per dire, d’Europa nel loro vertice dopo la Brexit discutessero innanzitutto di istruzione. Immaginate un piano straordinario di borse di studio per permettere di andare a studiare nei paesi ricchi del continente anche ai giovani poveri di Grecia e di tutti i paesi devastati dalle politiche di austerità. Immaginatevi un grande investimento europeo sulle scuole pubbliche di periferia. E visto che siamo in vena di utopie, immaginiamo che al vertice UE si fosse discusso di come recuperare consenso tra gli operai e nei quartieri distrutti dalle delocalizzazioni, con una terapia d’urto europea per la creazione di posti di lavoro. E poi immaginiamo il varo di un programma vero di accoglienza dei migranti, condivisa in base alla ricchezza dei diversi stati. E poi sostegno continentale alla sanità e alla previdenza pubbliche e lotta comune alla corruzione e alla evasione fiscale.
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È VERO CHE CONTRO LA UNIONE EUROPEA CI SONO ANCHE FORZE FASCISTE, MA È ALTRETTANTO VERO CHE IL POTERE UE MINACCIA E NEGA LA DEMOCRAZIA

di Giorgio Cremaschi*

13439208_1554182594891353_5368577569510177890_nImmaginatevi cosa sarebbe successo se in Gran Bretagna avesse vinto il SI alla UE e quelli del NO avessero chiesto di rivotare, magari affermando come gli ultimi giorni della campagna fossero falsati dal clima creatosi dopo l’assassinio terrorista di Cox. Sarebbe venuto giù lo scandalo, non sapete perdere, siete antidemocratici sarebbero state le accuse più gentili che avrebbero percorso i massmedia. Invece il SI alla UE ha perso e dunque bisogna rivotare. La campagna della paura organizzata dai poteri economici sconfitti sulla Brexit, dichiara il suo primo obiettivo: riportare gli incauti britannici alle urne e fargli cambiare idea a suon di minacce. Read more

Il senso più profondo della vittoria della Brexit

di Carlo Formenti*

walker-recall-workers-rights-sign-matt-schilder-630x4001Il senso più profondo della vittoria della Brexit riguarda il fatto che il terrorismo politico mediatico non riesce più a condizionare la rabbia popolare contro quell’istituzione profondamente antidemocratica che è la UE: una struttura burocratica non eletta, strumento di dominio del capitale globale e delle élite ordoliberiste. Era già successo con il referendum greco, ma Tsipras non ha avuto le palle di rispettare la volontà del proprio popolo di riconquistare la sovranità sul proprio destino. Read more

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