Monthly Archives: ottobre 2016

Africani d’Europa

di Giorgio Lonardi per Ross@ Verona

goro3_mgzoomAffrontare gli allucinanti fatti di Goro con toni moralistici o, peggio, con semplici richiami all’accoglienza è un puro e semplice esercizio retorico che rischia di essere inutile se non dannoso. È, invece, più che mai indispensabile fare analisi e dimostrare come quanto sta accadendo nel Sud dell’Europa sia la spia di precise scelte economiche e geopolitiche di sviluppo.

L’Italia di oggi non ha ancora realizzato di essere ripiombata in  un’area di sottosviluppo e di marginalità politica, destino peraltro condiviso con tutti gli altri paesi del Mediterraneo. Basterà ricordare che, solo nel 2015, sono stati 107.000 i giovani italiani, in maggioranza under 35, che hanno lasciato il Paese in cerca di lavoro o di migliori condizioni di vita.
La fondazione Migrantes, nel suo rapporto, aggiunge una serie di dati interessanti. Le mete di destinazione preferite dai nostri connazionali sono, in primis, Germania e Regno Unito, a seguire, Svizzera e Francia e, inaspettatamente, Cina, Singapore, Thailandia e Giappone. Read more

Un no sociale a Renzi e alla controriforma

di Giorgio Cremaschi*

14434899_1103321529721540_7351983593792628679_oUn motivo guida della propaganda renziana per il SI è che con la vittoria del NO si tornerebbe indietro di trenta anni. In  un certo senso questa è una ammissione importante. Perché é da più di trenta anni che dura in Italia lo smantellamento dei diritti sociali e del lavoro e la controriforma costituzionale darebbe ad esso un assetto stabile e forse definitivo. Read more

“BONUS” E “UNA TANTUM (E IL LORO ROVESCIO)

di Giacomo Casarino*

bonus-bebe-2015In tempi di legge di stabilità (alias  legge finanziaria) la parola più ricorrente, specialmente negli ufficiosi bollettini governativi trasmessi  via televisione, è , senza dubbio “bonuS”, accompagnato o sostituito a tratti dalla connotazione limitativa “una tantum”,  specificazione che sottolinea l’eccezionalità (una volta sola) del “beneficio” accordato.
“Bonus” è un termine fino a poco tempo fa corrente nelle cronache economiche per designare gli emolumenti milionari, le gratifiche finali  erogate dalle aziende per i managers in uscita: come tale , una dazione in denaro individualizzata, non “seriabile”, non  estendibile di per sé a prestazioni similari . Read more

Clinton, Trump e la Terza Guerra Mondiale

di Carlo Formenti*

hillary-with-helmut“Non è la Seconda Guerra Fredda, ma se vince Hillary Clinton, i primi tre mesi del prossimo anno saranno i più pericolosi da quando è crollata l’Unione Sovietica”: così Ian Bremmer, intervistato da Giuseppe Sarcina sulle pagine del Corriere della Sera. La preoccupazione, a mio parere, non è solo fondata, direi che la si può definire addirittura eufemistica. Parlare di rischio di una nuova Guerra Fredda significa infatti non prendere atto del fatto che la Seconda Guerra Fredda è già in atto da tempo, almeno a partire dall’inizio della guerra in Ucraina che vede gli Stati Uniti e l’Europa (ancorché recalcitrante) schierati a fianco del governo fascista di Kiev. Di fatto, come denuncia senza peli sulla lingua Papa Francesco, più che a una Guerra Fredda, siamo di fronte a una vera e propria Terza Guerra Mondiale, come ha appena confermato l’annuncio di Obama di essere pronto a scatenare un attacco informatico contro la Russia, in ritorsione alle presunte interferenze degli hacker russi nelle elezioni presidenziali americane. Read more

NO ALLA COSTITUZIONE RENZIANA E ALLA REPUBBLICA DEI VOUCHER

di Giorgio Cremaschi*

schermata-2016-10-13-a-06-42-45I voucher sono stati introdotti nel 2008 dal governo Berlusconi. Li istituì il ministro del lavoro Sacconi, poi passato con Alfano a sostenere Renzi. Il quale come suo solito ha fatta propria ed estesa la devastazione dei diritti del lavoro avviata dalla destra. Con il Jobsact i voucher sono stati liberalizzati e sono così cresciuti in maniera esponenziale. Secondo gli ultimi dati INPS nel 2015 sono 1400000 i lavoratori pagati coi voucher. Prima che Renzi e Poletti andassero al governo erano poco più di 400000. Il milione di posti di lavoro promesso da Berlusconi nel 1994, l’attuale presidente del consiglio lo ha realizzato con i lavoratori che si comprano in tabaccheria, al prezzo di due pacchetti di sigarette. Un voucher costa 10 euro all’ “imprenditore”, 2,50 vanno allo stato il resto al lavoratore. Così per legge è stato di fatto stabilito il salario minimo giornaliero: in Italia è di sette euro e mezzo al giorno, come in Mozambico. Per un ammontare di 500 euro netti complessivi in un anno per persona, ci dice ancora l’Inps. Read more

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