Monthly Archives: dicembre 2016

GENTILONI : ANDREMO AVANTI CON LE RIFORME DI RENZI, CIOÈ CON I LICENZIAMENTI DI MASSA

di Giorgio Cremaschi

almaviva-4Quasi 1700 licenziamenti sono stati spiccati da Almaviva, che si prepara a delocalizzare le attività in Romania. Il solo intervento del governo nella vertenza è stato quello di proporre un rinvio di tre mesi dei licenziamenti in cambio della disponibilità dei lavoratori ad accettare paghe rumene sul posto. La rappresentanza sindacale di Napoli aveva accettato, quella di Roma inizialmente no, poi i lavoratori si sono spaccati, ma troppo tardi per l’azienda. Che ha accolto l’invito a licenziare del ministro Calenda, quello a favore del TTIP, che aveva dichiarato inevitabile la riduzione di personale. Il tutto nella passività complice delle belle statuine CgilCislUil. Read more

Chi sono gli elettori che hanno votato Trump?

di Carlo Formenti

krugman-white-working-class-voters-keep-voting-for-republicans-who-say-outright-that-theyre-lazySugli elettori di Trump si è detto tutto e il contrario di tutto: la tesi iniziale (sono stati gli operai bianchi incazzati per gli effetti della globalizzazione sulle loro condizioni di vita) è stata contestata da chi sosteneva che buona parte di quelli che lo hanno votato appartenevano a fasce di reddito medio alte. Poi la tesi iniziale è stata riformulata: non è tanto che gli operai bianchi hanno votato Trump, ma piuttosto che non hanno votato la Clinton, preferendo astenersi piuttosto che scegliere fra il minore di due mali (tesi che a me parrebbe più attendibile ove riferita ai giovani – operai e non – sostenitori di Sanders). Ma su una cosa tutti – soprattutto i media che avevano sostenuto a spada tratta la Clinton – sembrano essere d’accordo: quegli elettori sono sporchi, brutti e cattivi, gente che ha scelto Trump perché ne condivide l’ideologia razzista, sessista e ultraconservatrice. Read more

Solidarietà a Michele Franco, aggredito da degli autentici imbecilli

michele_franco_01Il giorno di Natale Michele Franco, sindacalista USB e militante della Rete dei Comunisti a Napoli, veniva aggredito da alcuni squadristi che vantano una sorta di purezza ideologica. Pubblichiamo qui di seguito alcuni comunicati e prese di posizione di solidarietà al compagno, alle quali si aggiunge anche la nostra di Ross@. Perché episodi del genere non debbano più accadere: chi fa degenerare la dialettica politica a questi livelli che possono solo essere definiti da mafiosi, si mette automaticamente fuori da ogni contesto di movimento di classe e antagonista. Read more

Referendum, quale lezione per la sinistra radicale?

di Carlo Formenti

no-sociale-510Ho resistito all’impulso di commentare a botta calda l’esito del referendum, manifestando la mia gioia per la disfatta di un progetto di “riforma” la cui valenza reazionaria ha pochi precedenti nella storia italiana del secondo dopoguerra (mi vengono in mente la legge truffa e il governo Tambroni). Mi sono trattenuto perché ritengo che l’evento meriti ragionamenti più ampi e approfonditi del cicaleccio mediatico con cui è stato celebrato. Provo ora ad abbozzare una riflessione a mente fredda.

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I METALMECCANICI NON APPLAUDONO. BOCCIATO IL CONTRATTO AMMAZZA DIRITTI IN TANTE FABBRICHE IN TUTTA ITALIA. DOVRANNO ANCOR PIÙ TRUCCARE LA CONSULTAZIONE, MA È UN BEL SEGNALE DI LOTTA

di Giorgio Cremaschi

15698110_1619390911703854_8106093531549787450_nDalla Fincantieri di Genova, alla Same e alla Dalmine di Bergamo. all’Ast di Terni, alla Piaggio di Pontedera, all’Ilva, alla Perini di Lucca e Bologna, all’Avio di Napoli, alla Electrolux di Susegana, alla Bitron di Cuneo, alla Sirti di Roma Milano Benevento Calabria Genova, alla GKN di Firenze,alla OCME di Parma, alla Danieli di Udine, alla ST di Catania, a tante altre fabbriche metalmeccaniche in tutta Italia, i lavoratori non si associano all’applauso dei padroni al contratto di FimFiomUilm E VOTANO NO. È un rifiuto diffuso che si afferma ovunque i lavoratori siano stati minimamente informati dei contenuti reali e il voto si sia svolto con un minimo di regole. Un rifiuto superiore a qualsiasi ottimistica previsione, vista la gigantesca sproporzione tra la macchina burocratica di FimFiomUilm e il dissenso espresso dalla minoranza Fiom e dalla USB. Naturalmente questo voto contrario non cambierà il risultato finale della consultazione, che i vertici dei sindacati complici hanno già programmato con una vittoria del SI superiore all’80%. Però il prevalere del NO in gran parte di ciò che resta delle grandi fabbriche sottolinea ancora di più la falsità del dato generale. Questo risultato vuol semplicemente dire che se il referendum si fosse svolto ovunque con corretta informazione, regole democratiche, controllo del voto e dei verbali, il NO avrebbe potuto vincere. In ogni caso il NO diffuso in tutta Italia è un bel segnale di lotta verso il contratto ammazza diritti. Si può cominciare a pensare a come combatterlo e a come organizzarsi per farlo. Grazie agli operai metalmeccanici, ancora una volta all’altezza della coscienza e della storia della loro categoria.

(Qui sotto l’analisi del contratto) Read more

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