Monthly Archives: gennaio 2017

Assemblea Nazionale di Eurostop: il report

di Eurostop

eurostop28gSabato 28 gennaio a Roma si è svolta l’assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop. E’ stata grande e partecipata con 25 interventi. Apprezzati i contributi anche di personalità e strutture ancora esterne al percorso – come il vicepresidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, di Mimmo Porcaro, Dino Greco e del sindacato di base Unicobas – ma con i quali crescono i punti di convergenza e di azione comune intorno ai tre NO all’euro, all’Unione Europea, alla Nato.  Read more

ASSEMBLEA NAZIONALE EUROSTOP: LA RELAZIONE INTRODUTTIVA DI GIORGIO CREMASCHI

Schermata 2017-01-28 a 20.45.061) La globalizzazione liberista in questi anni è sembrata diventare un dato della natura. Il mondo è così e non ci sono alternative. Anche la contestazione Noglobal di quindici venti anni fa pareva sconfitta. Così alla fine le élites hanno potuto diffondere la loro narrazione, che giustificava ogni distruzione di diritti sociali e del lavoro nel nome della competizione nella economia globale. E anche una parte di chi contestava le ingiustizie sociali e le devastazioni ambientali conseguenti finiva per accettare l’ineluttabilità della globalizzazione, per ammirarla persino in alcuni casi.
Invece la globalizzazione è entrata in crisi. Non come volevamo e speravamo, ma è comunque entrata in crisi e oggi i suoi apologeti appaiono improvvisamente vecchi nostalgici dell’ancièn regime. La ragione economica della crisi della globalizzazione sta nell’incepparsi del suo stesso meccanismo di fondo: il corrispondere della crescita vorticosa della ricchezza finanziaria con alti ritmi di sviluppo trainati dalla Cina, dall’India e dai paesi emergenti. Si è così inceppato il meccanismo di compensazione sociale che la globalizzazione liberista aveva costruito nei paesi più ricchi. Gli avanzi della ricchezza accumulata dalle élites non sono più caduti dalla loro tavola,per poter essere nutrimento di tutti gli altri. Il ceto medio e la classe operaia dei paesi occidentali hanno subito una regressione gigantesca nelle condizioni di reddito e sociali, mentre la povertà di massa è dilagata. E alla fine si è disintegrato il consenso ed il sistema di potere economico politico e culturale si è trasformato in élites contestate e rifiutate dal popolo. La crisi della globalizzazione è al tempo stesso economica, sociale e di consenso politico. Se pensiamo che tutte le principali istituzioni e organizzazioni mondiali, e gran parte dei sistemi politici e eel,e lassi dirigenti sono stati plasmati dalla globalizzazione liberista, cominciamo ad intravvedere lo sconquasso che si prepara. Read more

Bruxelles non si smuove né commuove. Tagli per 3,4 miliardi nei prossimi mesi

di Sergio Cararo

noeuronoueNei giorni scorsi la Commissione Ue ha mandato una lettera all’Italia con una richiesta di interventi correttivi sulla Legge di Stabilità approvata a dicembre. Secondo la Ue l’Italia deve riportare il deficit verso i livelli concordati nella scorsa primavera, con un intervento di tagli alla spesa e/o nuove entrate, stimato allo 0,2% del Pil, più o meno a 3,4 miliardi di euro. In soldoni si tratta di spazzare via buona parte della “fuffa” promessa da Renzi e fatta inserire demagogicamente nella Legge di Stabilità a fini elettorali, cioè per acquisire consensi nel referendum, perduto, del 4 dicembre sulla controriforma costituzionale. Renzi aveva annunciato bonus ai giovani, alle neomamme, quattordicesime ai pensionati e quant’altro, ben sapendo di non poterli realizzare a causa dei vincoli di bilancio imposti dai trattati europei. Read more

LA SOVRANITÀ DEMOCRATICA È…

… SPENDERE SUBITO 20 MILIARDI per le popolazioni e le aree colpite dal terremoto e dal gelo e mandare all’inferno la UE e i suoi vincoli di bilancio.

I soccorsi epa05731723 A handout photo made available by the Italian Fire Department shows rescuers searching for victims at the scene of the hotel Rigopiano in the town of Farindola, overwhelmed the previous night by a snow avalanche after three earthquakes hit, in Abruzzo region, Italy, 19 January 2017. According to an Italian mountain rescue team, several people have been killed in the avalanche that hit the hotel near the Gran Sasso mountain.  EPA/ITALIAN FIRE DEPARTMENT HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Questa dovrebbe essere la risposta alla letterina con cui i burocrati della UE chiedono di tagliare 3,4 miliardi di euro dal bilancio pubblico.

Attenzione, chi denuncia la cialtroneria di Renzi, che per fare la sua perdente campagna referendaria ha distribuito furbescamente mance e promesse, chi condanna i giochetti del governo con la UE, ha perfettamente ragione. Va però aggiunto che gli stessi burocrati UE si sono prestati ai trucchi renziani, rinviando la loro presa di posizione a dopo il voto sulla controriforma costituzionale, che hanno sfacciatamente sostenuto. Dopo la vittoria del NO ora Bruxelles ci presenta il conto e dice che dobbiamo pagare. Eh no.
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