Monthly Archives: febbraio 2017

Comunicato unitario sulla manifestazione contro il vertice UE di Roma del 25 marzo 2017

Pubblichiamo il comunicato unitario stilato dagli organizzatori delle manifestazioni del 22 ottobre e del 27 novembre 2016 in vista della manifestazione nazionale contro l’Unione Europea convocata a Roma per il prossimo 25 marzo.

”Il 25 marzo 2017 i movimenti i territori per il NO sociale e i movimenti e le organizzazioni della piattaforma Eurostop manifesteranno assieme Roma in occasione del vertice per celebrare i 60 anni dei trattati da cui è poi nata l’Unione Europea. Questa mobilitazione dà seguito alle grandi manifestazioni del 22 ottobre e del 27 novembre per il NO alla controriforma costituzionale di Renzi. Il punto comune di tutte le forze che organizzeranno la manifestazione sarà così sintetizzato:
” Non c’è niente da festeggiare. Contro l’Unione Europea delle banche, dei padroni, delle guerre”
Gli organizzatori rivendicano il diritto a manifestare liberamente per le vie di Roma, senza la militarizzazione e l’autoritarismo repressivo delle zone rosse.
L’appuntamento è alle ore 14 del 25 marzo in Piazza della Repubblica.”

25_marzo

 

Educare al conflitto

di Giorgio Lonardi per Ross@ Verona

arton4983In un’epoca nella quale la conflittualità sociale è sopita, anestetizzata, nel migliore dei casi rapsodica, dispersa e frammentata o, peggio ancora, è stata soppiantata dall’abitudine alla lamentela individuale e al voto di protesta, sempre più urgente diventa educare le giovani generazioni alla necessità e alla legittimità del conflitto, sia esso di natura sociale, politica, ideologica o culturale. Da questo dipende il futuro di milioni di lavoratori, disoccupati e sottoccupati. I giovani devono diventare consapevoli del fatto che le classi popolari hanno ottenuto conquiste sociali e agibilità politica solo grazie all’uso di questo strumento e che il loro avanzamento è dipeso dalla capacità di portare avanti istanze, interessi, bisogni e visioni del mondo “altre” rispetto a quelle dell’élite dominante. Read more

Gramsci o Laclau? I dilemmi di Podemos

di Carlo Formenti

500_podemosFra qualche giorno all’arena coperta di Vistalegre (Madrid), Podemos celebrerà la sua seconda assemblea generale, un evento che potrebbe segnare una svolta importante nella vita di questa formazione politica che rappresenta a tutt’oggi l’unica sinistra del Vecchio Continente in grado di competere alla pari con l’establishment neoliberale. Nel mio ultimo libro (“La variante populista”, DeriveApprodi) ho indicato in Podemos il più importante esempio europeo (accostandolo alle rivoluzioni bolivariane in America Latina e al movimento nato attorno alla candidatura di Sanders negli Stati Uniti) del tentativo di cavalcare a sinistra l’onda populista che in tutto il mondo si sta sollevando come reazione alle devastazioni sociali, civili ed economiche provocate da decenni di regime neoliberista. Read more

L’Italexit non è un pranzo di gala

di Sergio Cararo

Schermata 2017-02-06 a 16.44.29La prospettiva dell’Italexit, cioè di una fuoriuscita unilaterale del nostro paese dagli apparati del vincolo esterno come Unione Europea, Eurozona e Nato, necessita ormai di essere declinata con indicazioni sempre meno allusive e sempre più credibili.

Di fattibilità dell’uscita dell’Italia dall’Euro si è occupato recentemente anche un rapporto di Mediobanca, lo ha ventilato Mario Draghi, lo sussurrano ambienti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Una buona decostruzione critica e ricca di dati di tutto questo l’abbiamo letta in un recente e ampio servizio de Il Fatto Quotidiano (l’unico che gli ha prestato la dovuta attenzione).

Altri invece ricorrono agli esorcismi, come per allontanare uno spettro che si affaccia con forza nella nuova realtà delle relazioni internazionali. Ma, dopo la Brexit, il fallito golpe in Turchia e l’elezione di Trump, è diventato ormai evidente come “i cigni neri” non siano più una rarità. Read more

La globalizzazione è morta

di Carlo Formenti

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Il vicepresidente boliviano Alvaro G. Linera

Il re è nudo. Finalmente una voce autorevole della sinistra mondiale – il vicepresidente boliviano Alvaro G. Linera – ha il coraggio di dirlo forte e chiaro: la globalizzazione è morta. Incapaci di interpretare i sintomi dell’evento (dalla Brexit alla vittoria elettorale di Trump, senza trascurare il no del popolo italiano alla “riforma” costituzionale renziana – ennesima sconfitta referendaria dopo quelle subite in Francia, Irlanda e Grecia dal fronte liberal-socialdemocratico europeista) la maggioranza degli intellettuali post e neomarxisti rifiutano di prendere atto di quello che appare un vero e proprio cambio d’epoca. Il paradosso consiste nel fatto che quanto sta avvenendo è l’esito inevitabile di processi che loro stessi hanno contribuito a mettere in luce: finanziarizzazione dell’economia, de-democratizzazione dei sistemi politici, ristrutturazione tecnologica, guerra di classe dall’alto contro sindacati, movimenti e ogni forma di resistenza organizzata delle classi subordinate, crescita oscena delle disuguaglianze, immiserimento di settori sempre più ampi della popolazione mondiale, ecc. Read more