Monthly Archives: aprile 2017

Perché non possiamo non dirci populisti

di Carlo Formenti

populismo-populistiSul Nuovo Quotidiano di Lecce di domenica 23 aprile è uscita una doppia pagina dedicata al dibattito sul populismo che ospita due lunghe interviste: la prima a Marco Revelli, a partire dal suo ultimo saggio (“Populismo 2.0”, Einaudi), la seconda al sottoscritto, a partire da “La variante populista” (DeriveApprodi). Nelle risposte che diamo a Laura Presicce, che cura  entrambe le interviste, ci sono diversi punti di convergenza. Read more

UNA BUONA NOTIZIA PER TUTTE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI ITALIANI

I DIPENDENTI ALITALIA BOCCIANO L’ACCORDO CAPESTRO DI GOVERNO E CGIL CISL UIL.

ORA NAZIONALIZZARE E BASTA CON LE SVENDITE

di Giorgio Cremaschi

18118462_1670203849955893_5991778672982035085_nGrazie alle lavoratrici ed ai lavoratori Alitalia che hanno trovato il coraggio di dire NO all’ennesimo accordo che autorizzava licenziamenti, taglio dei salari, peggioramento delle condizioni di lavoro. Un accordo capestro che massacrava i lavoratori e dava nuovi regali agli sceicchi di Etihad e alle banche. Un accordo indegno dove i lavoratori e lo stato finanziavano i privati che benignamente accettavano di continuare a spolpare l’azienda. Una intesa in linea con tutti gli accordi di resa firmati ovunque da Cgil Cisl Uil in questi anni, sempre giustificati con la falsa retorica dell’assenza di alternative. Ora questi lavoratori hanno detto NO e lo hanno fatto anche a nome delle tante e dei tanti che sinora non sono riusciti a farlo. Merito loro, ma anche di USB e degli altri sindacati di base che hanno rifiutato il ricatto.

Ora il governo vile ed inetto ed i sindacati complici hanno due vie davanti. La prima è di vendicarsi lasciando morire l’azienda. L’altra è quella di percorrere la sola via per salvare azienda e futuro: nazionalizzare senza indennizzi l’Alitalia e farla ripartire grazie alle capacità e all’impegno dei lavoratori. I lavoratori Ilva, quelli di Piombino, di Almaviva e tanti altri sottoposti al ricatto del bere o affogare ora guardano a quelli di Alitalia e al loro no. Che è una buona notizia per tutte e tutti coloro che vogliono interrompere la marcia forzata imposta al lavoro verso la schiavitù.
Ai lavoratori Alitalia dobbiamo dare ora il massimo sostegno e la più estesa solidarietà; e prima di tutto dire grazie per la lezione di dignità che hanno dato al paese in questo 25 aprile.

25 Aprile

di Sergio Cararo

bandiere palestinesi al corteo del 25 aprilePuò apparire paradossale che per le manifestazioni del 25 aprile si parli, a sproposito, di tutto tranne che del senso di una giornata che segna la Liberazione dal nazifascismo. A cacciare via i nazifascisti dal nord del paese furono i partigiani che un anno prima non obbedirono agli ordini del generale britannico Alexander (che aveva chiesto di sospendere le azioni militari) e le truppe alleate che avevano risalito la penisola. Read more

Fronte Popolare Verona: Un 25 aprile di Resistenza

17798909_10210752382503702_8728026978127780415_nSettant’anni fa terminava una fase della Resistenza al nazifascismo, oggi la Resistenza continua e si amplia come lotta delle classi popolari contro la guerra, contro le politiche di austerità, contro la disoccupazione, contro il furto di futuro a danno dei giovani, di salute ai malati, di welfare ai lavoratori e ai pensionati, contro i tagli allo stato sociale che finanziano banche e spese militari.
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8.307.000 POVERI UFFICIALMENTE CERTIFICATI DALL’ISTAT

di Giorgio Cremaschi

images_372Il governo dà una elemosina a due milioni di loro con il consenso entusiasta di CGILCISLUIL, per gli altri jobsact, lavoro gratis e Decreto Minniti.

È un classico delle più feroci politiche capitaliste, in Inghilterra andò in scena già nel lontano 1500. Oggi le politiche di austerità, di privatizzazione, il Jobsact, il taglio dei salari e dei diritti producono milioni di poveri. Che poi vengono posti sotto accusa perché non trovano lavoro. Hanno troppe pretese si diceva nei decreti di Enrico VIII e, secoli dopo, nella legge anti poveri inglese del 1834. Leggi feroci secondo le quali solo una minoranza dei poveri aveva diritto alla pubblica elemosina, mentre la maggioranza di essi doveva solo decidersi a lavorare alle condizioni che offriva il mercato. Basta coi fannulloni, ad essi ci deve pensare la pubblica sicurezza!
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