Fronte Popolare Verona: Un 25 aprile di Resistenza

17798909_10210752382503702_8728026978127780415_nSettant’anni fa terminava una fase della Resistenza al nazifascismo, oggi la Resistenza continua e si amplia come lotta delle classi popolari contro la guerra, contro le politiche di austerità, contro la disoccupazione, contro il furto di futuro a danno dei giovani, di salute ai malati, di welfare ai lavoratori e ai pensionati, contro i tagli allo stato sociale che finanziano banche e spese militari.
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8.307.000 POVERI UFFICIALMENTE CERTIFICATI DALL’ISTAT

di Giorgio Cremaschi

images_372Il governo dà una elemosina a due milioni di loro con il consenso entusiasta di CGILCISLUIL, per gli altri jobsact, lavoro gratis e Decreto Minniti.

È un classico delle più feroci politiche capitaliste, in Inghilterra andò in scena già nel lontano 1500. Oggi le politiche di austerità, di privatizzazione, il Jobsact, il taglio dei salari e dei diritti producono milioni di poveri. Che poi vengono posti sotto accusa perché non trovano lavoro. Hanno troppe pretese si diceva nei decreti di Enrico VIII e, secoli dopo, nella legge anti poveri inglese del 1834. Leggi feroci secondo le quali solo una minoranza dei poveri aveva diritto alla pubblica elemosina, mentre la maggioranza di essi doveva solo decidersi a lavorare alle condizioni che offriva il mercato. Basta coi fannulloni, ad essi ci deve pensare la pubblica sicurezza!
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Francia. La variante Mélenchon fa fibrillare i mercati e la politica

di Sergio Cararo

melenchon-avion-1628569-jpg_1515532_660x281Jean-Luc Mélenchon, il candidato della sinistra popolare francese, è accreditato del 19% dei voti e passerebbe davanti al candidato gaullista François Fillon, fermo al 18,5%. Rispetto al precedente sondaggio Mèlenchon è cresciuto di 6 punti percentuali ed ormai “morde alle chiappe” sia il candidato socialista Macron (al 23% ma in discesa) che quella della destra Le Pen (al 24% ma anche lei in calo di consensi). Read more

L’entusiasmo servile dell’Europa per le bombe di Trump

di Carlo Formenti

8c8781099-130828-coslog-tomahawk2-8p.nbcnews-ux-600-480A colpire, nelle reazioni dei media e delle forze politiche occidentali al bombardamento della base siriana ordinato da Trump, è l’entusiasmo europeo più dell’euforia americana. È vero che Il “diverso” Trump, commenta Giorgio Cremaschi nel suo blog, “è tornato a pieno titolo nel rispetto e nella considerazione della élite europea e nordamericana”, ma i toni della prima appaiono decisamente più enfatici. Basti citare, per tutti, Antonio Polito il quale, sulle pagine del “Corriere della Sera” dell’8 aprile scorso, scrive che Trump si è visto riconoscere per la prima volta “la guida del mondo libero contro la barbarie”- riconoscimento che si è guadagnato perché “ha dimostrato che l’America dispone sempre di un nodoso bastone ed è ancora pronta a usarlo contro tutti i banditi che minacciano l’ordine internazionale”. Read more

COMUNICATO DELLA PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP SUI BOMBARDAMENTI IN SIRIA

-2Era nell’aria da anni, ma è arrivato soltanto ora… Il bombardamento americano di una base siriana inaugura la santificazione di Donald Trump agli occhi dell’opinione pubblica europea e della parte dell’elettorato americano fin qui a lui ostile, lancia un avvertimento alla Cina (il presidente Xi era a Washington proprio nelle stesse ore) e alla Corea, segnala a Mosca che l’unica soluzione possibile alla crisi siriana sarà una spartizione tra aree di influenza. Read more

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